La politica europea dello sviluppo rurale
Il futuro delle aree rurali europee si preannuncia ricco di sfide ambiziose ed impegnative, come sottolineato dal Commissario UE è responsabile per lo sviluppo agricolo e rurale, Mariann Fischer Boel, in un discorso dedicato alla realtà del mondo rurale che attualmente rappresenta il 90% del territorio dell’Unione ed il 57% della popolazione.
Tra le problematiche più importanti, i cittadini comunitari saranno chiamati a confrontarsi con temi di vario genere quali: emigrazione, invecchiamento della popolazione, bassa produttività del lavoro, mancanza di infrastrutture e servizi pubblici e l’aumento delle aspettative dei consumatori in relazione alla sicurezza di prodotti ed animali con il conseguente incremento dei costi per gli agricoltori.
Nonostante i tangibili miglioramenti degli ultimi anni, occorre tuttavia rilevare che si può fare ancora molto per sostenere lo sviluppo rurale; come ad esempio il ricorso a fonti energetiche rinnovabili, la promozione di servizi o prodotti agricoli di alta qualità, la creazione di un tessuto di piccole e microimprese.
Ogni azione necessita di sostegno finanziario e la Commissione ha previsto una chiara ripartizione delle risorse destinate ad interventi diversi.La programmazione 2007-2013 prevede una ripartizione delle risorse del 35% da destinare alla competitività del settore agricolo e forestale e del 46% al miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale. Le iniziative destinate a migliorare la qualità della vita e la diversificazione disporranno del residuo 19%.
La sfida per il futuro è pertanto incentrata alla promozione di forme di investimento attive a vantaggio del comparto agricolo, con l’obiettivo puntato più sulle aree rurali e sulla loro competitività.
Lo sviluppo dell’energia rinnovabile
A diversi livelli oggi si parla molto di energia e fonti rinnovabili. Anche L’Unione Europea, che punta a ridurre in maniera significativa le emissioni di CO², sembra non trascurare il tema, ed ha incluso lo sviluppo delle fonti rinnovabili tra le priorità della politica comunitaria in materia di energia.
L’impiego di energie rinnovabili non è solo una fondamentale alternativa ai combustibili fossili ed un mezzo per diminuire le emissioni di gas ad effetto serra, ma rappresenta anche un ottimo strumento per alleggerire la dipendenza dell’Unione europea dalle importazioni di energia, gas e petrolio in particolare dai paesi terzi. L’obiettivo comunitario consiste nel diminuire le importazioni di energia garantendo in tal modo una maggior sicurezza nella fornitura energetica, anche in considerazione delle difficili situazioni politiche in cui versano i paesi esportatori.
Ad oggi l’UE importa il 51% del suo consumo energetico, percentuale che sarà destinata a salire nei prossimi venti/trenta anni in assenza di una nuova politica energetica, fino ad arrivare al 70%, 80% per il gas e il 90% per il petrolio.
Le fonti dalle quali si attendoni i progressi più significativi, nel medio-lungo termine, sono: l’eolico, l’idrica, il solare e le biomasse.
Le fonti citate risultano essere già economicamente competitive e talvolta, come nel caso del fotovoltaico, si attende un icremento della domanda che consenta di sfruttare al meglio le economie di scala.
L’obiettivo dell’Unione europea è quello di raggiungere una quota pari al 20% di energie rinnovabili nel proprio mix energetico; per raggiungere questo obiettivo si agirà in particolare sui settori dell’elettricità, del riscaldamento e raffreddamento, e nei biocarburanti. Più complicata è la situazione nel settore dei trasporti in quanto la dipendenza dal petrolio è assai più elevata, in questo caso l’obiettivo è di un 5,75% di quota minima di biocarburanti per il 2010, e del 10% per il 2020.
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Programma “Europa per i cittadini 2007 – 2013”
Il programma Europa per i cittadini rappresenta un ramo del più ampio programma Istruzione e Cultura per il periodo 2007-2013 e provvede gli strumenti per la promozione attiva della cittadinanza europea.
Obiettivo principale del programma è incentivare la partecipazione dei cittadini nella costruzione dell’Europa attraverso lo scambio interculturale, sia promuovendo la tolleranza e comprensione reciproca tra i cittadini europei sia sviluppando un comune senso di appartenenza legato a storia, valori e cultura comuni.
Quattro diverse tipologie di azione sono considerate funzionali al perseguimento degli obiettivi del programma:
Cittadini attivi per l’Europa. Questa azione si concentra sulle attività che coinvolgono i cittadini e farà riferimento ai gemellaggi tra le città europee ed altri tipi di progetti dei cittadini.
Una società civile attiva in Europa. Questa azione si rivolge alle organizzazioni della società civile che potranno ricevere un sostegno sia strutturale, in base al loro programma di lavoro, sia per progetti transnazionali.
Insieme per l’Europa. Questa azione mira a rendere più tangibile l’Europa per i cittadini e sosterrà eventi di grande visibilità, studi, indagini e sondaggi di opinione, strumenti di informazione e diffusione.
Memoria europea attiva. Preserverà i principali siti connessi con le deportazioni e le memorie delle vittime del nazismo e dello stalinismo.
Sito web ufficiale
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Decisione 1904 del 12/12/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio
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Guida al programma
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Interreg Spazio Alpino 2007-2013
Iniziano a delinearsi in maniera più chiara le linee fondamentali della Cooperazione Territoriale e del nuovo Programma Comunitario dedicato allo Spazio Alpino. Il Programma Operativo è stato approvato il 20 settembre 2007 ed il primo bando verrà lanciato a breve, si ipotizza ad inizio dicembre. I progetti sono finanziati al 75% dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (per quasi 98 milioni di euro). I partecipanti italiani, inoltre, potranno contare su un finanziamento nazionale a totale copertura del residuo 25%, garantito dal Fondo di Rotazione presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Tre gli assi prioritari del programma:
Competitività e attrattività dello spazio alpino per incoraggiare, l’imprenditoria e rafforzare la capacità d’innovazione e ricerca delle PMI, oltre che rafforzare uno sviluppo bilanciato del territorio rendendo lo spazio alpino uno luogo dove per vivere, lavorare ed investire.
Accessibilità e connettività per migliorare l’accessibilità dello spazio alpino e gestire le conseguenze sia economiche che ambientali dei sistemi di trasporto, migliorare l’accessibilità ai servizi e la connettività nell’area alpina.
Ambiente e prevenzione dei rischi per proteggere, gestire e migliorare il patrimonio naturale e culturale in una dimensione sostenibile e per prevenire e mitigare i rischi tecnologici e naturali e gestirne le conseguenze, con specifico riguardo agli effetti negativi del cambiamento climatico.
Faranno parte del programma spazio alpino l’Austria, la Slovenia, la Svizzera, il Liechtenstein, le regioni alpine di Francia e Germania e l’Italia con Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria.
Interreg Europa Centrale 2007-2013
La Commissione Europea attraverso l’iniziativa della “Cooperazione territoriale europea” dedica una parte rilevante della disponibilità finanziaria alle iniziative destinate all’Europa Centrale, finanziando progetti di cooperazione tra attori nazionali, regionali e locali attraverso 246 milioni di euro provenienti dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, per il periodo 2007-2013.
In particolare sono state individuate 4 priorità tematiche:
Facilitare l’innovazione nell’Europa Centrale: per migliorare l’innovazione in tutte le regioni e permettere a queste di sfruttare il loro potenziale innovativo.
Migliorare l’accessibilità verso e all’interno dell’Europa Centrale: per promuovere la mobilità sicura e sostenibile, soluzioni basate sulla tecnologia dell’informazione e della comunicazione ma anche soluzioni non tecnologiche ed alternative. Verrà poi incoraggiata l’interconnettività e l’intermodalità per ridurre i volumi dei trasporti ma al tempo stesso migliorarne l’efficienza.
Utilizzo responsabile dell’ambiente: il fine è quello di salvaguardare l’ambiente dell’area in questione attraverso la gestione e protezione delle risorse naturali, l’utilizzo di tecnologie compatibili con l’ambiente, e la riduzione dei rischi e degli impatti dei pericoli sia naturali che derivanti dalla mano dell’uomo. Verrà inoltre supportato l’utilizzo di energie rinnovabili e l’incremento dell’efficienza energetica.
Migliorare la competitività e l’attrattività di città e regioni: per migliorare la qualità della vita in città e regioni attraverso uno sviluppo policentrico e rivolgendosi agli effetti del cambiamento sociale e demografico. Verranno altresì sfruttate le risorse culturali attraverso il miglioramento nella fornitura e nella gestione di queste risorse.
Enti pubblici e soggetti privati avranno accesso al finanziamento comunitario a fronte di proposte progettuali selezionate da rappresentanti degli Stati membri.
Il contributo comunitario potrebbe raggiungere sino all’85% dei costi di progetto per iniziative il cui budget totale sia compreso tra 1 e 5 milioni di euro.
Il programma è rivolto ad alcune regioni selezionate nei seguenti paesi: Austria, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Polonia, Repubblica Slovacca, Slovenia ed Ucraina.
Nel caso dell’Italia sono ammesse al programma Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Provincia Autonoma Bolzano, Provincia Autonoma Trento, Valle d’Aosta e Veneto.
Forum iniziale sul programma di cooperazione territoriale Europa Centrale
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